Intellettuali, filosofi e artisti reagiscono. Da Montale a Bowie, da Günther Anders a Hannah Arendt, da Pasolini a Calvino, il Novecento si interroga sul prezzo della potenza tecnica: la conquista dello spazio accresce davvero la statura dell’uomo, o la diminuisce? Il satellite diventa allora il segno di una civiltà che rischia di smarrire il proprio centro umano davanti alle proprie stesse creazioni. E tuttavia il satellite non è soltanto simbolo di distanza cosmica. È anche lo strumento invisibile attraverso cui il potere contemporaneo vede, misura, controlla. Dalla logica del Panopticon alla sorveglianza digitale, dalle mappe satellitari alla raccolta dei dati globali, il cielo tecnologizzato inaugura una nuova forma di onniveggenza laica: non lo vediamo, ma lui vede noi. Nello stesso tempo, però, il satellite produce la mondovisione: la televisione globale, il villaggio planetario di McLuhan, l’umanità che assiste simultaneamente agli stessi eventi, alle Olimpiadi come alle guerre trasmesse in diretta. Il mondo si rimpicciolisce, le distanze collassano, la comunicazione diventa esperienza comune. La lezione attraverserà poi il rapporto fra satelliti, guerra e dominio geopolitico, ma anche il loro ruolo nella nascita di una nuova sensibilità ecologica: il pianeta osservato come “Astronave Terra”, il monitoraggio climatico, la consapevolezza della finitezza delle risorse e, insieme, le nuove minacce prodotte dalla stessa tecnologia — dai detriti orbitali all’inquinamento luminoso. Infine, lo sguardo si poserà sulle arti e sull’immaginario: da Magritte a Fontana, dalla Land Art alla fantascienza, fino alle città sospese di Calvino. Perché il satellite non è soltanto una macchina. È una metafora che ha cambiato il nostro modo di pensare lo spazio, il potere, la Terra e persino noi stessi. In fondo, la domanda che accompagnerà tutta la conferenza è semplice solo in apparenza: che cosa accade a una civiltà quando smette di contemplare il cielo e comincia ad abitarlo, a sfruttarlo, a trasformarlo in una rete di occhi?

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