Dopo aver indagato le fratture e le rinascite dei capitoli precedenti, il nostro viaggio attraverso i simboli che hanno plasmato l'anima dell'Europa giunge a una tappa cruciale. Se ogni epoca produce un totem in cui condensa la propria visione del mondo, il secondo Ottocento non ha dubbi: sceglie l’acciaio, il vapore e la velocità. Sceglie la locomotiva.Tutto sembra accelerare improvvisamente in quel ventennio prodigioso che va dal 1850 al 1870, quando il treno smette di essere un esperimento per farsi infrastruttura titanica, la più grande mai concepita dall'umanità. Mentre il Regno Unito consolida il suo primato e le potenze del cuore del continente — la Francia e la Confederazione Germanica — tracciano assi radiali per affermare la propria egemonia politica e militare, intere regioni mediterranee e orientali restano drammaticamente ai margini, mancando l’appuntamento con questa prima, violenta ondata di industrializzazione. È l'inizio di un mondo che si scopre d'un tratto più piccolo, dove la terra sembra "diminuita" — come osserva Phileas Fogg tra un mazzo di carte e l'altro — e dove il capitale, fedele all'intuizione di Marx, tende ossessivamente ad annullare lo spazio mediante il tempo.

Podden och tillhörande omslagsbild på den här sidan tillhör Stefano D'Ambrosio. Innehållet i podden är skapat av Stefano D'Ambrosio och inte av, eller tillsammans med, Poddtoppen.