L’appuntamento di Appunti di Geopolitica, con Manlio Graziano, analista geopolitico e direttore del Centro Spykman, per decodificare la crisi continua nella quale siamo immersi. Con noi c’è Rita Borriello, analista geopolitica del centro Spykman.
In questo episodio:
Italia: Il caso Meloni-Trump mostra i limiti strutturali dell’Italia: può rivendicare lealtà alla Nato o marginalità operativa, ma il suo spazio d’azione resta quello di una potenza intermedia.
Trump: La guerra con l’Iran pesa sulla sua popolarità più per gli effetti interni, benzina, inflazione, instabilità, che per valutazioni morali o strategiche degli elettori americani.
Israele: Netanyahu esce indebolito dall’eventuale riapertura del negoziato tra Stati Uniti e Iran, ma l’opinione pubblica israeliana resta largamente favorevole alla linea di guerra.
Populismo: Mamdani, Burnham e Mélenchon non rappresentano una vera alternativa alla destra radicale: promettono soluzioni costose e irrealizzabili, finendo per rafforzare i populisti nazionalisti.
Cina: Pechino cerca stabilità nel Golfo perché dipende dall’energia che passa da Hormuz, ma il suo peso crescente la trascina dentro crisi da cui vorrebbe restare fuori.
Europa: I rapporti con la Cina sono resi ingestibili da interessi divergenti anche dentro gli stessi settori industriali: protezione, importazioni e accesso al mercato cinese spingono in direzioni opposte.
Russia: Le petroliere fantasma non decidono la guerra, ma l’economia russa appare sempre più fragile. Il rischio è che Putin reagisca all’indebolimento con nuove escalation.
Ucraina: Zelensky deve gestire non solo il fronte militare ma anche pressioni interne nazionaliste, che complicano i rapporti con la Polonia e con l’Europa.
Hormuz: Lo stretto è insieme chokepoint energetico e possibile arma geopolitica. Cambiarne lo status avrebbe effetti a catena su Malacca, Mar Nero e rotte globali.
Per approfondire c'è Appunti
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