L’appuntamento di Appunti di Geopolitica, con Manlio Graziano, analista geopolitico e direttore del Centro Spykman, per decodificare la crisi continua nella quale siamo immersi. Con noi c’è Rita Borriello, analista geopolitica del centro Spykman.
In questo episodio:
Iran – L’Iran esce rafforzato, ma non vincitore. La tregua certifica soprattutto la sconfitta americana: Teheran non è stata piegata, lo Stretto di Hormuz diventa una leva negoziale e gli Stati del Golfo devono ricalcolare la propria sicurezza senza poter contare davvero sugli Stati Uniti.
Stati Uniti – Trump appare intrappolato dalla propria guerra: non può rivendicare una vittoria, ma nemmeno ammettere la sconfitta. La crisi mostra che la potenza militare americana non basta più a imporre un ordine politico.
Golfo – Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Oman e Pakistan cercano nuovi equilibri. Il dato più rilevante è che l’opzione militare contro l’Iran si è rivelata impraticabile: l’unica strada diventa negoziare con Teheran.
Europa – L’Europa come soggetto unitario resta evanescente. Contano i singoli Stati: la Francia potrebbe provare a occupare spazi lasciati liberi dagli Stati Uniti, mentre gli altri Paesi europei cercano alternative alla dipendenza da Washington.
NATO – Il vertice in Turchia si annuncia complicato. Gli aumenti di spesa militare promessi sono difficili da sostenere e la NATO appare sempre più in “polmone artificiale”, anche per le tensioni tra Grecia, Turchia e Cipro.
Ucraina – La guerra in Iran può cambiare anche il fronte ucraino. Putin ha perso la sua carta migliore, cioè l’appoggio politico di Trump; questo potrebbe aprire spazi negoziali, ma sia Mosca sia Kyiv devono fare i conti con le rispettive ali oltranziste.
Vaticano – Leone XIV esce rafforzato sul piano simbolico: un papa americano contro la guerra mentre gli Stati Uniti la perdono. Resta da capire se la Chiesa saprà trasformare questo capitale morale in peso politico reale.
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