È il film del 2000 diretto da Mimmo Calopresti. Il titolo del film è preso da un verso del poeta Dino Campana. La notte di capodanno Luigi, calabrese che ha fatto fortuna a Torino, accorre in ospedale dove è stato ricoverato il figlio Matteo. Dal momento del suo arrivo, Luigi ricorda i fatti salienti dell'ultimo anno legati alla sua famiglia. La notte dell'ultimo dell'anno, Matteo, in un vero atto di ribellione nei confronti del padre, spesso assente e poco sensibile ai problemi del figlio, mette a soqquadro la loro splendida villa e tenta il suicidio ingerendo farmaci e alcol. Questa scena è ambientata a villa d’Agliè, una villa di origini seicentesche situata sulla collina di Torino, immersa in un parco storico di ippocastani e tigli. È una delle poche ville torinesi ad essere rimasta pressoché immutata e ancora oggi si presenta in tutto il suo fascino settecentesco, con i suoi soffitti a cassettoni decorati, le stanze con carta da parati cinese e il suo parco. Il suo ampio giardino è entrato dal 2007 nel Registro dei Giardini Storici grazie alle sue origini seicentesche e alle modifiche per mano dell'architetto paesaggista Russel Page.
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