Al centro del film di Dario Argento c’è una villa in stato di semiabbandono: è la villa in cui viveva il nano, Vincenzo De Fabritiis, con la madre (Rossella Falk) e il padre. È qui che questi scriveva i suoi thriller sanguinari ed è qui che Giacomo e Moretti tornano per capire se hanno tralasciato qualche importante indizio. Ma la villa la vedremo altre volte nel film, dal momento che è qui che troverà la morte Laura de Fabritiis ed è sempre qui che passa spesso Leone (Massimo Sarchielli), il barbone, e dove andrà definitivamente ad abitare. Nel finale lo vedremo recuperare nella cantina della stessa villa un pupazzo con le forme di un nano. Gli interni sono proprio quelli della villa (che si chiama Villa San Quirico): riconoscibili la parte superiore del rosone e il terrazzino di congiunzione tra la dependance e la villa, che nel film è ripreso dall’interno ed è subito di fianco al rosone. Villa San Quirico era di proprietà Agnelli prima del 2000. Lì, al tempo delle riprese, viveva un gruppo di egiziani clandestini che vennero fatti evacuare. Non era mai stata utilizzata per nessun film. Le scene della cantina in cui viene uccisa Maria Gallo (il prologo, in pratica) sono in realtà state girate nella cantina di villa San Quirico. Va però sottolineata la duplicità della location: quando vediamo Giacomo e Moretti entrarvi, la prima volta, scopriamo che la via con il varco nella siepe che porta al giardino è via alla Villa Quiete 10, sempre comunque a Torino.

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