Se c'è un luogo in cui si può indicare il cuore della Firenze del Rinascimento, questo è il convento di San Marco. Qui si trovano riuniti Cosimo il Vecchio e il Savonarola, l'Angelico e Michelozzo: infine fra Bartolomeo. Ed è un luogo, anche come convento, luminoso e modesto, articolato con calma intorno ad un chiostro di convenienti dimensioni, con quelle colonne ioniche come per la prima volta si vedono nella Trinità di Masaccio. Ora è stato tutto restaurato, dalle capriate bellissime ai sublimi affreschi dell'Angelico. È stato restaurato con uno sponsor: ma così discreto che il suo nome non si vede da nessuna parte, e, a domandarlo, non lo sanno dire. Questa straordinaria descrizione va rispettata e neanche io lo dirò.
Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.
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