E' stata una nobile, nota per la tragica morte che ha ispirato numerose opere letterarie e teatrali, come La duchessa d’Amalfi di John Webster. Nipote del re di Napoli Ferrante I, Giovanna era figlia dello sfortunato Enrico d'Aragona e nacque a Napoli nel 1477. Nel 1497 andò in sposa al secondo duca di Amalfi don Alfonso Todeschini Piccolomini, di cui rimase vedova poco tempo dopo il matrimonio. L'aiuto nell'amministrazione dei suoi beni, prestatole dal maggiordomo di corte, il patrizio napoletano Antonio Beccadelli di Bologna, si trasformò in un legame affettivo: i due si sposarono clandestinamente ed ebbero due figli. La notizia del matrimonio venne tuttavia conosciuta dal fratello di Giovanna, il cardinale Luigi d'Aragona, il quale, disapprovando il legame per motivi di rango sociale, fece uccidere Giovanna e i suoi tre figli, secondo la tradizione dopo averli fatti rinchiudere nella torre dello Ziro di Amalfi, il maschio del castello di Scalella in Pontone, contrada della città di Scala, dominante sulle confinanti città di Amalfi e Atrani; fece inoltre assassinare, pugnalato a morte da sicari, lo sposo morganatico che era riuscito a espatriare nel ducato di Milano.

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