Non saranno molti a sapere dove si trovi un luogo dal nome così suggestivo come Alba Fucense; e si dice luogo, perché la città antica, a cui il nome corrispondeva, è scomparsa da un pezzo, e di quella medievale ben poche sono le rovine, seppure quanto mai romantiche, sull'alto cucuzzolo. Ma questa peregrina località che, per gli scavi condotti nel sito della città romana, e soprattutto per restauro felicissimo della chiesa di San Pietro, diverrà perfino una meta turistica, non è neppure di difficile accesso; a pochi chilometri da Avezzano, in due ore si raggiunge da Roma. Il luogo è di una grandiosità naturale e illimitata: forse da nessun altro posto è possibile vedere vicinissimo un monte così alto e grande come il Velino: parte dal suolo diritto come un muro. Intorno, la catena del Sirente, a grandi falcate, recinge pianori fitti di mandorle: quasi al centro spicca (e siamo più di mille metri) il colle su cui sorgono la chiesa di San Pietro e le rovine di Alba.
Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.
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