Arriva la fine della stagione dei matrimoni.
E puntualmente comincia quella dei workshop.
Masterclass, giornate intensive, percorsi esclusivi, esperienze formative.
Alcuni sono seri. Altri molto meno.
Il problema nasce quando il workshop smette di essere formazione e diventa soprattutto racconto del docente: la sua carriera, i suoi premi, i suoi matrimoni migliori, il suo stile, il suo successo.
Tutto interessante.
Ma raccontare come sei diventato fotografo non significa insegnare fotografia.
E questo diventa ancora più evidente quando si parla di fotografia documentaria applicata al matrimonio, dove parole come reportage, autenticità, narrazione, invisibilità e “momento” rischiano facilmente di trasformarsi in slogan.
In questa puntata metto in discussione proprio questo modello: il workshop che mostra il risultato ma non il processo, che costruisce condizioni perfette e poi le chiama fotografia documentaria, che insegna una formula e rischia di produrre copie del docente invece di fotografi più consapevoli.
Perché un buon workshop non dovrebbe insegnarti a fotografare come qualcun altro.
Dovrebbe aiutarti a capire meglio perché fotografi come fotografi.
Il workshop non ti rende fotografo.
Può darti strumenti.
Il resto dipende da te.
Esplora di più su:
www.micheleabriola.it