Nel reportage di matrimonio il ritratto viene spesso considerato una pausa.

Qualcosa che interrompe il flusso degli eventi.

Eppure, forse, è esattamente il contrario.

In questa puntata rifletto sul ruolo del ritratto nella fotografia documentaria e matrimoniale: sul volto come archivio emotivo, presenza e memoria.

Partendo dalla mia esperienza e attraversando lo sguardo di autori come W. Eugene Smith, Sebastião Salgado, Dorothea Lange, Diane Arbus e Steve McCurry, provo a capire perché un ritratto possa contenere molto più di una semplice espressione.

Perché a volte è proprio nel momento in cui tutto si ferma… che il racconto diventa davvero umano.

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