Un uomo travestito da cowboy, in una fattoria.
Una maglietta: «quasi finito».
Era il 28 settembre 1976.
È "Songs in the Key of Life".
Stava per sparire in Ghana.
Firmò il contratto più ricco di sempre e fece un doppio disco.
Cinquant'anni dopo, quel suono è ancora qui.
Playlist episodio: https://open.spotify.com/playlist/1maUi5FAVSHcfPVh5QHeZl?si=zFRYg4DGS6qmRBeLvxf1kw
Testo e Voce: Stefano Mola (https://musicaldivision.com/)
Sound Engineering: Dry Vito (https://linktr.ee/dryvito)
Visual Concept & Design: Wicked Studios (https://wicked-studios.com)
Fonti principali di questa puntata:
* Ossatura fattuale (festa d'ascolto, cronologia, strumentazione, campioni/cover): Zeth Lundy, *Songs in the Key of Life* (collana 33⅓, Continuum) — fonte primaria.
* Contratto Motown (5 ago 1975; 7 anni / 7 LP / 13 mln $; royalty ~20% «secondo alcune ricostruzioni»); quasi-ritiro/Ghana (1975): Lundy.
* Uscita 28 set 1976 (Tamla/Motown); debutto al #1 l'8 ott 1976, 14 settimane in vetta; quattro Grammy incl. Album dell'Anno; due #1 singoli («Sir Duke», «I Wish»): Lundy.
* Strumentazione e produzione: Yamaha GX1 «Dream Machine»; coro Hare Krishna + gospel su «Pastime Paradise»; arpa di Dorothy Ashby su «If It's Magic»: Lundy.
* Vita postuma: Coolio, «Gangsta's Paradise» (1995) su «Pastime Paradise»; Will Smith, «Wild Wild West» (1999) su «I Wish»; David Parton, cover di «Isn't She Lovely» (1977, #4 UK): Lundy.