Per lui «tutte le cose terribili della vita che ci possono capitare, dalla più infima alla più clamorosa, non sono morti, ma sono porte oltre le quali scopri che: "Ah, aspetta un po', ma non è la fine, non sono le colonne d'Ercole. C'è il mare».
In questa intervista con Malcom Pagani, Valerio Aprea racconta un’infanzia, che ricorda come il periodo «dell'impossibilità decisionale», scandita dal concetto appreso in famiglia per cui «la vita è pericolo», e dalle interminabili notti passate respirando il fumo passivo mentre i genitori giocavano a poker. Dal senso di smarrimento a scuola per paura di perdersi le dinamiche umane al primo corso di recitazione scoperto per caso fuori dalla discoteca Alien, l'attore attraversa i momenti fondamentali del suo percorso: confessa le prime delusioni lavorative, la tesi su Luciano De Feo che gli valse il 110 senza lode in Storia del Cinema, l'elogio alla precisione millimetrica e "sensoriale" di Gabriele Muccino e il legame simbiotico e indissolubile con Mattia Torre, che, dice Aprea, si è solo «andato a levare il dente» prima di lui. «Poi lo dovrò fa' io», conclude.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Podden och tillhörande omslagsbild på den här sidan tillhör
Malcom Pagani - Chora e Tenderstories. Innehållet i podden är skapat av Malcom Pagani - Chora e Tenderstories och inte av,
eller tillsammans med, Poddtoppen.