Dopo che Milano viene liberata, il 25 aprile 1945, Mussolini decide di fuggire dall'Italia insieme all'amante Clara Petacci, vestendosi da militare tedesco e facendosi trasportare a bordo di alcuni camion guidati dai nazisti.
I partigiani, però, hanno l'ordine di controllare tutti i camion per verificare che a bordo non ci siano gerarchi fascisti. Mussolini, così, viene identificato e arrestato.
Il Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia decide che Mussolini debba essere ucciso e così accade. È il 28 aprile.
Il gruppo incaricato di uccidere Mussolini, sulla via del ritorno, decide di prendere in autonomia la decisione di scaricare la salma, insieme a quella di Petacci e di altri cinque gerarchi fascisti, a Piazzale Loreto, a Milano, lasciando i cadaveri alla mercé della folla che li deturpa e poi appende a testa in giù.
Il vilipendio del corpo di Mussolini divide lo stesso Comitato di Liberazione, tra chi ammette che si sia trattato di un atto "non bello da vedere, ma necessario" e chi, come Pertini, critica profondamente questo gesto.
La storia però non finisce qui. La salma di Mussolini (chiamata "il Salmone") viene prima trafugata, poi recuperata dalle autorità e messa in un luogo segreto per evitare commemorazioni, ma il governo ottiene l'effetto contrario. La mancanza di un corpo visibile porta a mille congetture, a pericolosi revisionismi storici e alla creazione del neofascismo.