In questo episodio speciale de Il restauro architettonico, facciamo un'incursione nel panorama internazionale per analizzare l'impatto dell'ultimo Pritzker Architecture Prize, assegnato nel 2026 all'architetto cileno Smiljan Radić Clarke. Esploriamo come la sua visione rivoluzionaria stia scardinando i principi classici della nostra disciplina, mettendo in discussione il dogma vitruviano della "firmitas" per abbracciare invece la vulnerabilità, la natura temporanea e l'imperfezione. Attraverso l'analisi di progetti iconici come l'intervento sul Centro NAVE e l'ampliamento del Museo Cileno di Arte Precolombiana a Santiago, comprendiamo come far dialogare murature storiche segnate dal trauma dei terremoti con strutture dichiaratamente effimere, come tendoni da circo o cuscini gonfiabili in ETFE. Discutiamo del suo approccio materico in bilico tra gravità geologica e leggerezza estrema, influenzato dalla scultrice Marcela Correa, e della sua Fondazione dedicata alla conservazione dei disegni cartacei intesi come "rovine". Un'opportunità per tutti i professionisti del patrimonio per imparare ad accettare la provvisorietà del gesto architettonico. L'episodio è supportato dallo studio VBH restauri, eccellenza nel consolidamento del patrimonio storico.
Punti Chiave:
Il Pritzker Prize 2026 e l'ascesa di un'architettura che rifiuta lo stile iconico a favore della vulnerabilità.
Il percorso formativo di Radić in Italia e il suo approccio alle preesistenze non come reliquie, ma come materiali vivi.
L'innesto dell'effimero sull'antico: i casi studio del Centro NAVE e del Museo d'Arte Precolombiana.
La tensione tra peso geologico e involucri leggeri nel Serpentine Pavilion e nel Ristorante Mestizo.
L'archivio della Fundación de Arquitectura Frágil e il valore tangibile del disegno a mano contro l'omologazione digitale.
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