Un collettivo italiano, Autistici/Inventati, finisce nella lista USA delle designazioni per terrorismo con lo stesso strumento usato per colpire reti e soggetti legati al terrorismo internazionale: un atto amministrativo (Executive Order 13224/OFAC), non una sentenza. Nel documento americano pesa più un numero che un elenco: 16.000 caselle email, 10.000 blog, migliaia di mailing list e siti. Ma la domanda chiave resta senza risposta: quante di quelle utenze sono davvero riconducibili a reati, e con quali prove verificabili?
Il punto non è difendere un collettivo “simpatico” o “antipatico”, ma capire cosa succede quando si spegne un’infrastruttura: domini, posta, hosting e soprattutto pagamenti. Se la catena di fornitura è agganciata a rubinetti statunitensi (registri come .org tramite Public Interest Registry, circuiti come PayPal, e indirettamente lo snodo finanziario SWIFT), l’effetto extraterritoriale può colpire anche utenti e organizzazioni terze, senza passare da un giudice italiano o europeo.
Il criterio implicito diventa pericoloso: offrire cifratura e anonimato + “assenza di registri” = complicità. Così scritto, rischia di inglobare qualunque servizio serio di privacy-by-design e di spostare la decisione su chi “vive o muore” digitalmente da tribunali e garanzie processuali a una firma dall’altra parte dell’oceano.
00:00 La designazione USA e i numeri 01:51 Ordine 13224: atto, non sentenza 04:28 Spegnere infrastrutture, non idee 09:08 Cifratura e criterio di complicità 12:33 Notifiche assenti e canali legali 15:43 Dominio .org e Public Interest Registry 18:22 Pagamenti: PayPal, banche, SWIFT 22:15 Sovranità: i tubi come confini
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