Non è così semplice separare arte e artista. Che sia la Rowling con Harry Potter o Dalì o Neil Gaiman o Michael Jackson cambia poco. L'arrivo della nuova serie di Harry Potter ha diviso i fan tra chi crede di fare la scelta giusta e chi non tiene molto alla questione. Questo è un video che vuole solo analizzare il motivo per cui succeda di fare scelte diverse: troppe cose rendono la questione complessa.

I testi di cui parlavo:

Lev Tolstoj, Che cos’è l’arte? (1897) L’arte è espressione diretta dell’esperienza morale ed emotiva dell’artista, quindi non completamente separabile da lui.

Michel Foucault, Che cos’è un autore? (1969) L’autore è una funzione sociale che struttura il significato dell’opera, rendendo impossibile ignorarlo del tutto.

E. D. Hirsch, Validity in Interpretation (1967) Il significato di un’opera dipende dall’intenzione dell’autore, senza la quale l’interpretazione perde stabilità.

Martha Nussbaum, Upheavals of Thought: The Intelligence of Emotions (2001) L’arte modella le emozioni morali, quindi ha conseguenze etiche che impediscono una separazione netta dall’autore.

Roland Barthes, La morte dell’autore (1967) Anche se propone di eliminare l’autore dall’interpretazione, mostra indirettamente quanto sia difficile farlo nella pratica.

Noël Carroll, Beyond Aesthetics: Philosophical Essays (2001) L’interpretazione artistica richiede spesso il riferimento all’intenzione dell’autore, quindi non è del tutto autonoma.

00:00 PREMESSA 01:58 l'argomento ECONOMICO 09:02 l'argomento ESTETICO 11:10 l'argomento LOGICO 19:32 l'argomento EPISTEMOLOGICO 24:26 l'argomento ETICO 27:02 Quindi...

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