Muse è la nuova creatura virtuale presentata pochi giorni fa da Mark Zuckerberg: un assistente basato su IA che può agire online per conto dell’utente, rispondendo a mail e messaggi e anche facendo acquisti. L’app è al primo posto nell’App Store statunitense. Ma gli esperti di privacy e sicurezza dicono che si tratta di un nuova tecnologia di Meta pensata più per raccogliere dati personali, anche sensibili, che per aiutare veramente gli utenti. Le sue istruzioni interne sono state scoperte da un’inchiesta giornalistica, e i risultati sono illuminanti non solo sul funzionamento dell’app ma sul modo di operare di Meta stessa.
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