Russell e nonno Bernie sul tetto d’Austria, mentre la Ferrari piange (ancora) e la FIA si fa la presidenza a vita.

L’Austria ci regala un George Russell formato "testa e cuore" che si prende pole, gara e voto 10, dimostrando che i mal di pancia per Antonelli si curano a suon di risposte in pista.

Dietro di loro, Verstappen si conferma il solito martello pneumatico che non trema nemmeno nei corpo a corpo, affiancato finalmente da un compagno di scuderia, Hadjar, che non fa la figura del somaro e spinge come un dannato.

Domenica grigia, invece, per i "promossi con riserva": Hamilton trova qualche guizzo su una Mercedes rosso smorto, mentre Kimi Antonelli incappa in una giornata pasticciata dopo una sfilza di lodi.

Ma il vero dramma è dietro. Leclerc resta prigioniero di una Ferrari spenta e di freni ribelli, Norris si sveglia dal torpore troppo tardi e Ocon rischia seriamente di essere mandato a fondere chiavi inglesi.

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