La teoria dell'evoluzione ci risulta controintuitiva e la nostra mente fa fatica ad accettarla, preferendo invece ipotesi creazioniste o finaliste. Perché? La mente umana sembra programmata proprio per rilevare intenzioni e scopi anche dove non ve ne sono, come nei fenomeni naturali: tendiamo a vedere progetti anche dove regna il caso e a postulare divinità dietro i meccanismi della natura. Non è un effetto casuale, bensì un risultato della nostra evoluzione e del nostro passato da cacciatori e raccoglitori con la necessità di sopravvivere nella savana. Perché poi crediamo in divinità o entità soprannaturali che hanno ben determinate caratteristiche? Questi temi vengono affrontati nel saggio di Telmo Pievani, Vittorio Girotto e Giorgio Vallortigara intitolato "Nati per credere. Perché il nostro cervello sembra predisposto a fraintendere la teoria di Darwin". Torniamo quindi a parlare di narrazioni e credenze utilizzando gli strumenti delle neuroscienze e non solo.
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