C’è un riflesso antico che il corpo conserva senza più sapere a cosa serva: il pelo che si drizza, la pelle che si increspa davanti a qualcosa che ci supera. Giorgiomaria Cornelio parte da qui, da questo brivido che arriva prima del pensiero, e ne fa il punto d’avvio di un libro che non si lascia chiudere in un genere. La pelle d’oca, uscito nella collana di poesia di Vallecchi, è un’opera di oltre duecento pagine costruita per capitoli in prosa, ma attraversata da una tensione che resta tutta poetica. Cornelio si muove con libertà apparentemente disordinata e invece rigorosissima tra epoche e linguaggi: dalle incisioni sulla roccia alle immagini scattate dallo spazio, dagli alfabeti perduti alla schwa, dall’arte figurativa alla moda, fino alla filosofia e alle tecnologie che stanno cambiando il nostro modo di immaginare. Ne viene fuori una specie di museo visionario, dove ogni sala apre su un’altra e ogni pagina sembra ricominciare da capo. Le domande sono grandi – che rapporto c’è tra la parola e la possibilità di rinascere, tra lo scrivere e lo screpolarsi, tra l’opera d’arte e il suo silenzio – ma Cornelio non le affronta in astratto: le tocca, le fa vibrare. E il compito che consegna al lettore è semplice e radicale insieme: tornare a rabbrividire, in un tempo che sembra averne perso l’abitudine.
Giorgiomaria Cornelio è nato a Macerata nel 1997. Poeta, saggista, regista e performer, fa parte della redazione di «Nazione Indiana» e si è laureato al Trinity College di Dublino. Con Lucamatteo Rossi ha firmato la regia della Trilogia dei viandanti (2016-2020), presentata in festival e spazi espositivi. Ha esordito con La promessa focaia (Anterem, 2019), vincitore del Premio Opera Prima; sono seguiti La consegna delle braci (Luca Sossella), Premio Fondazione Primoli, e La specie storta (Tlon), Premio Montano e Premio Gozzano, oltre al saggio Fossili di rivolta (Tlon). Nel 2023 la traduzione inglese di una scelta dei suoi testi, curata da Moira Egan, ha ottenuto la Raiziss/de Palchi Fellowship dell’Academy of American Poets. Vincitore di FONDO 2024 al Santarcangelo Festival, è tra i direttori artistici del festival di poesia “I fumi della fornace” a Valle Cascia e tra i curatori del progetto “Edizioni volatili”.
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