di Francesco Pacifico

Sono passati trent’anni da “Mignon è partita”, film d’esordio che contiene già molto del suo cinema, in cui “c'è sempre qualcuno che arriva e qualcuno che parte, qualcuno che cresce”. I film di Francesca Archibugi hanno raccontato la formazione, i rapporti generazionali e l’Italia attraverso trent’anni di evoluzioni sociali e politiche. Oggi, lei racconta a Pacifico la sua di formazione, tra letteratura e cinema, il rapporto con l’estetica e con Roma, il lavoro con i personaggi e con gli attori, i riconoscimenti di un mondo in cui resta forte la sensazione che “se fossi nata regista maschio, non ci sarebbero le virgolette e l’apostrofo” davanti al nome. Ma questo per lei non è mai stato un alibi, anzi, è stata la spinta a sviluppare “tecniche di sopravvivenza” – come ogni donna in ogni ambito e a qualsiasi livello – a guardare al futuro con l’idea che forse “il film veramente bello lo devo ancora fare”.

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